La Catalogna presentata agli italiani: il volume IsAG presentato a Roma

Il 19 settembre 2017, presso i locali dell’Istituto Luigi Sturzo di Roma, si è tenuta la Conferenza di presentazione della monografia “La Catalogna presentata agli italiani: cultura, economia e ambizioni future”. Frutto della collaborazione tra la Delegazione in Italia del Governo della Catalogna e l’Istituto di Alti Studi di Geopolitica e Scienza Ausiliarie (IsAG), la presentazione ha cercato di offrire un esempio di diplomazia pubblica che unisca il rigore scientifico alla finalità divulgativa, rivolgendosi dunque non solo ad analisti specializzati ma ad un pubblico più ampio. L’idea del volume nasce dall’esistenza d’una relazione privilegiata tra il nostro Paese e la Catalogna, costituita da nessi storici, economici e culturali secolari.

La conferenza è stata introdotta dall’On. Altero Matteoli che ha immediatamente posto l’attenzione sulle analogie tra la Catalogna e l’Italia, accomunate da secoli di storia, dalla presenza di una consistente comunità italiana nella Comunità Autonoma e dallo spirito europeista. A seguire gli interventi introduttivi del Delegato del Governo Catalano in Italia Luca Bellizzi e il Consigliere IsAG Dario Citati, hanno spiegato che lo scopo dell’iniziativa è di rendere la Catalogna visibile a 360° non solo per le relazioni economiche che la legano all’Italia, ma anche per la dimensione storico-culturale. La Catalogna, d’altronde, rappresenta anche una delle realtà regionali aggredite dalla globalizzazione, che con le sue tendenze centrifughe minaccia popoli, storia e istituzioni delle “piccole patrie”.

La Catalogna, come sottolineato da Francesco G. Leone, Segretario dell’IsAG, rappresenta un caso peculiare che differisce dalle regioni europee che negli ultimi anni hanno avanzato istanze indipendentiste. Gli aspetti che demarcano questa differenza affondano le proprie radici in aspetti geografici, economici e sociali che rendono il Paese un unicum in Europa. La posizione strategica occupata dalla Catalogna ha permesso alla Comunità Autonoma di intraprendere un nuovo modello di sviluppo, imperniata su tre pilastri: sostegno all’imprenditoria, partenariato pubblico/privato e capacità di rinnovarsi continuamente. Le politiche governative degli ultimi anni hanno infatti permesso alla Catalogna di uscire dalla crisi già dal 2011, ben prima del resto dell’UE. L’economia del Paese, infatti, per quanto ancorata al settore petrolchimico, ha dimostrato una straordinaria capacità di attrarre investimenti e rinnovarsi, rendendo Barcellona capitale europea delle ICT, polo finanziario e città dell’innovazione. La fitta ed estesa rete di relazioni internazionali, in grado di raggiungere Africa, Asia e Americhe, dimostra la proiezione geopolitica della Catalogna.

Al di là degli aspetti economici, il fattore propulsivo del movimento indipendentista catalano risiede, secondo i Catalani, nel consistente substrato storico-culturale e linguistico. Il percorso di emancipazione dalla Corona Spagnola risale infatti al XIII secolo e nel corso del Novecento ha vissuto una fase di rinascita a causa della repressione delle realtà culturali regionali perpetuata dal regime franchista. Il movimento indipendentista quindi non deve essere confuso con una semplice volontà di emancipazione economica ma fa parte di qualcosa di più ampio, presente in Spagna come in Europa. Il nocciolo della questione, ha affermato l’On. Paolo Tancredi, Vice Presidente della XIV Commissione Politiche dell’UE della Camera dei Deputati, è la costruzione di un’Europa che ponga al centro delle proprie politiche i territori e le regioni e che permetta un salto qualitativo per il Mediterraneo e per l’Unione nel suo complesso.

La Conferenza si è conclusa con un l’intervento incisivo di Raül Romeva i Rueda, Ministro degli Affari Esteri, Relazioni Istituzionali e Trasparenza del Governo della Catalogna. Il Ministro ha posto accento su ciò che a suo avviso il referendum del 1 ottobre rappresenta, non solo per il popolo catalano ma per l’Europa. La consultazione diretta offre infatti alla Spagna  un’occasione di dimostrare di essere una democrazia avanzata, in grado di rispettare i diritti fondamentali. Il referendum è appoggiato dall’80% dei catalani e questo, secondo Raül Romeva i Rueda, non può essere ignorato: le divisioni esistenti in Catalogna e in Europa non riguardano il favore o l’opposizione all’indipendenza, ma la volontà di risolvere la questione in modo democratico. Quale che sia il suo esito, la consultazione è comunque parte di un dibattito continentale, di un movimento diffuso che richiede a Bruxelles di ascoltare i propri cittadini, di attivare nuovi circuiti di sovranità e di costituire un’Europa che sia finalmente dei popoli.

(A cura di Silvia Astarita, collaboratrice del Programma «Eurasia» dell’IsAG)

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