Gli sviluppi del caso Khrapunov nelle inchieste USA

Erlan Zerastaev*

Quasi come un’epidemia di influenza virale, si direbbe che l’amor di patria e il fervente desiderio di fare militanza politica colpisca molti ex funzionari pubblici di Repubbliche dell’Asia centrale scappati dal proprio Paese con pesanti accuse di corruzione. Uno dei sintomi inequivocabili di questo amore tardivo e non corrisposto è la febbricitante ansia per la democrazia che sembra assalire molti di questi funzionari in fuga. Così si potrebbe descrivere la parabola di Viktor Khrapunov, che nel natio Kazakhstan è accusato appunto di corruzione, frode e riciclaccio di denaro, ma che ama dare lezioni di democrazia dall’estero spendendo in Svizzera quel patrimonio finanziario che le autorità kazake gli contestano d’aver sottratto illegalmente. Sul suo sito ufficiale si può leggere ad esempio che egli  «si impegna a favorire la partecipazione politica attiva degli abitanti della Repubblica nel prendere decisioni riguardanti il proprio futuro. Sono convinto che la Svizzera possa diventare un esempio per i Paesi che hanno da poco intrapreso la strada della democrazia».

La captatio benevolentiae verso la Svizzera è un gesto ben comprensibile, considerato che lì vive oggi tutta la famiglia Khrapunov, che risulta una delle più ricche del Paese, e che trae questa ricchezza proprio dai beni e dai patrimoni portati via dal Kazakhstan. Dove, invece, l’ex sindaco Khrapunov è stato riconosciuto colpevole di aver provocato un danno erariale allo Stato di almeno 300 milioni di dollari. Sono una ventina i fascicoli relativi a procedimenti penali nei suoi confronti, risultando egli ricercato anche dall’Interpol per accuse di riciclaccio di denaro, frode, associazione a delinquere, abuso di potere e corruzione.

Secondo l’accusa, l’ex sindaco kazako avrebbe sviluppato uno scaltro schema per utilizzare illegalmente i fondi pubblici. Attraverso alcune società offshore e soprattutto l’azienda intestata a sua moglie, Khrapunov ha acquistato beni immobiliari in Svizzera e negli Stati Uniti, mentre lui risulta formalmente, dal punto di vista fiscale, un modesto pensionato. Questa impresa familiare è divenuta famosa a Losanna per una serie di attività che, secondo gli investigatori, sono funzionali al riciclaggio di una parte dei fondi accumulati illegalmente quando era sindaco. Tali flussi finanziari si riferiscono ad esempio alle tangenti ricevute durante la costruzione di un nuovo terminale dell’aeroporto di Almaty, agli affari con la società belga Tractabel per la vendita del complesso energetico comunale, nonché alla cessione illegale di terreni comunali a proprietari privati.

Negli Stati Uniti la famiglia Khrapunov ha avuto però qualche difficoltà in più. I tribunali statunitensi, verificando e poi accogliendo le istanze provenienti dagli omologhi kazaki, hanno infatti già da tempo pignorato le proprietà immobiliari dei Khrapunov (che negli USA possiedono diverse ville). Sono in corso inoltre diversi processi contro i Khrapunov con l’accusa di riciclaggio di denaro e perfino versamento di tangenti a funzionari statunitensi. Naturalmente, poiché tutte le operazioni finanziarie contestate venivano effettuate non direttamente a nome di Khrapunov, ma per l’appunto attraverso altre persone giuridiche e società off-shore, è necessario del tempo per acquisire tutte le prove certe dell’appartenenza degli immobili e delle proprietà acquisite all’ex funzionario kazako riparato in Svizzera. La solerzia dei giudici americani fa sì tuttavia che molti elementi inizino a chiarificarsi.

E qualcosa di interessante è già venuto a galla. Dall’inchiesta risulta che Khrapunov, nelle operazioni di riciclaggio denaro, ha utilizzato almeno tre società: «Soho 3310», «Soho 3311» e «Soho 3203». Trattandosi di società a responsabilità limitata, il reale proprietario può facilmente essere occultato. Appena dopo una settimana la loro creazione, queste società hanno pagato più di tre milioni di dollari per l’acquisto di un appartamento di lusso a Manhattan, divenuto improvvisamente proprietà della famiglia Khrapunov. Gli investigatori statunitensi hanno accertato che il beneficiario finale delle varie «Soho» era Elvira Kudryashova, la figlia di Viktor Khrapunov. Le stessa ha pagato lo studio legale di Martina Iana con sede a New York, divenuto agente e intermediario di tutte le operazioni finanziarie targate «Soho».

Oltre a ciò, è documentata la collaborazione della famiglia Khrapunov con un altro ricercato ben più noto, l’ex banchiere Mukhtar Ablyazov. Indagini in Kazakhstan e nel Regno Unito hanno accertato che il figlio di Khrapunov, Ilyas, è sposato con la figlia di Ablyazov. Appare perfettamente logico che l’ex banchiere abbia voluto coinvolgere non direttamente Khrapunov, bensì un suo parente stretto ma meno in vista. Proprietario del gruppo societario «Swiss Development Group », Ilyas Khrapunov ha utilizzato questo strumento per trasferire i soldi illegalmente incassati dal padre dal Kazakhstan alla Svizzera. Questa società si occupava di ricerca di importanti progetti di sviluppo, per i quali venivano trasferiti i fondi dal Kazakhstan, dalla Russia e dall’Ucraina ove si trovavano le filiali dalla Banca BTA facente capo ad Ablyazov.

L’aumento di capitale delle società di Ilyas Khrapunov attraverso il denaro di Ablyazov ha permesso così di realizzare progetti assai prestigiosi nel settore immobiliare: Parco Kempinski; Residenza Chardon; 51 Degris a Loches – Les Bains, residenza “Pinnacle a Saas Fee”; l’hotel “Igloo” in Francia, l’acquisizione delle società di Rockefeller Esteyta o Rockefeller Living. In generale, specializzandosi in investimenti in grandi hotel a cinque stelle e alberghi privati in Svizzera ed altri Paesi, i Khrapunov con la complicità di Ablyazov sono riusciti a trasformare i fondi sottratti illegalmente in Kazakhstan in attività immobiliari «pulite». Questo spiega l’atteggiamento della famiglia Khrapunov, poco preoccupata del denaro derivante da corruzione in Kazakhstan nella misura in cui esso si è trasformato in immobili, azioni o società di investimento intestate a presone terze. Che insieme agli aiuti di Ablyazov hanno costituito un buon patrimonio di famiglia. Grazie a queste complesse attività finanziarie con fondi illecitamente sottratti al proprio Paese Khrapunov sembra poter non soltanto godersi la vecchiaia di pensionato, ma anche godere della facoltà di pontificare sulla democrazia del proprio Paese d’origine, da cui è formalmente scappato dopo aver commesso illeciti per rifugiarsi nella neutrale Svizzera, ma sul quale i procedimenti giudiziari statunitensi stanno facendo sempre più luce.

*Erlan Zerastaev è analista politico e giornalista d’inchiesta ad Astana, Kazakhstan

 

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