“Diplomazia nella steppa”: la conferenza IsAG alla Camera dei Deputati

Nel pomeriggio di venerdì 15 settembre, presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, ha avuto luogo l’evento promosso dall’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) intitolato “Diplomazia nella steppa: i colloqui di Astana e il ruolo del Kazakhstan nella crisi siriana”, conferenza promossa in occasione del 25esimo anniversario delle relazioni diplomatiche italo-kazake. In occasione dell’evento è stato presentato anche l’omonimo report a cura ricercatore associato al Programma “Eurasia” dell’IsAG, Dott. Giannicola Saldutti, impreziosito dai contributi dell’Ambasciatore del Kazakhstan in Italia S.E. Sergej Nurtaev e dal primo Ambasciatore italiano in Kazakhstan, Giorgio Malfatti di Monte Tretto. L’iniziativa targata IsAG è stata concepita allo scopo di discutere di un aspetto caratterizzante questo Paese dell’Asia Centrale ancora poco noto al grande pubblico, ossia quello riguardante il ruolo del Kazakhstan come pacificatore nelle grandi crisi internazionali, nonché il suo peculiare approccio in politica estera, definibile  “multivettoriale”. Astana, infatti, pur avendo ottenuto l’indipendenza soltanto nel 1991, è stata in grado di tessere delle relazioni privilegiate con i suoi partner occidentali pur non avendo mai rinnegato quella sua interdipendenza dal mondo eurasiatico, tenendo presente i saldi legami che la uniscono con Russia e Cina. L’organizzazione dei colloqui di Astana per la pacificazione della crisi siriana, in particolare, può essere considerata un case study circa il modo attraverso cui il Kazakhstan persegue i propri risultati nell’ambito della sua politica estera.

I lavori sono stati aperti dai saluti del Direttore del Programma “Eurasia” dell’IsAG, Dott. Dario Citati, moderatore del dibattito, e dall’intervento del Consigliere dell’ambasciata kazaka presso Roma, Seit Nurpeissov, che ha sinteticamente definito i tratti distintivi della strategia di politica estera adottata dal Kazakhstan, commentando i recenti sforzi kazaki profusi per evitare la proliferazione dell’uso a scopo bellico dell’energia nucleare. Nurpeissov ha poi speso parole positive commentando lo stato delle relazioni bilaterali italo-kazake: l’Italia è uno dei principali partner commerciali del Kazakhstan, con un volume di investimenti che quest’anno ha toccato quota 6 miliardi di dollari. La parola è successivamente passata al ricercatore del programma “Eurasia” dell’IsAG, Dott. Giannicola Saldutti, che ha brevemente esposto i contenuti del report presentato al pubblico in sala: il Kazakhstan, tramite i colloqui di Astana, pur non partecipando ai tavoli di lavoro, riesce comunque a sfruttare il principio di “neutralità attiva”, perseguendo i propri interessi con ciascuna parte intervenuta nella capitale kazaka proprio favorendo l’incontro ed il dialogo fra esse, proponendosi come modello ispiratore per l’asseto politico-sociale della Siria del futuro proprio in virtù di quella sua esperienza in materia di convivenza multi-etnica e multi-confessionale in aperto contrasto a qualsiasi ideologia di matrice estremista come quella rappresentata dall’ISIS e da Al Nusra. Il contributo della Dott.ssa Lorena Di Placido, ricercatrice presso il Centro Militare di Studi Strategici del Ministero della Difesa (CeMiSS), ha contribuito ad impreziosire ulteriormente il dibattito attraverso una compunta analisi del ruolo del Kazakhstan nelle grandi strutture internazionali quali l’OSCE (di cui è membro dal 1992) ed il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, soffermandosi, in particolare, sull’impegno profuso da Astana nell’evitare la proliferazione degli esperimenti nucleari proprio in virtù dei danni subiti dal territorio kazako durante il periodo sovietico nel poligono di Semipalatinsk. Successivamente la parola è passata al Prof. Aldo Ferrari, docente presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ha svolto alcune considerazioni sul rapporto che intercorre attualmente tra il Kazakhstan ed il programma cinese denominato “One belt- one road” (considerando la sua posizione geografica strategica per i destini della “Via della Seta”) e sui vantaggi che Astana potrebbe trarre sul breve e sul lungo periodo, non tralasciando, al contempo anche un’accurata analisi dei rischi che un’eccessiva penetrazione cinese nel mercato kazako potrebbe comportare.

Dopo un breve dibattito moderato dal Dott. Citati, l’evento è stato ulteriormente valorizzato dagli interventi finali del Dott. Fabio Squillante, Direttore di Agenzia Nova, e dall’allocuzione del primo Ambasciatore italiano presso Astana, Giorgio Malfatti di Monte Tretto. Squillante, in qualità di corrispondente a Mosca all’epoca della fine dell’URSS, ha voluto esprimere diverse considerazioni sul ruolo di pacificatore svolto dal Presidente Nazarbaev in quella fase difficile, quando il Presidente kazako si impegnò a trattare in maniera decisiva, al fianco di Boris El’cin, al fine di sventare il colpo di Stato tentato nel 1991. Giorgio Malfatti di Monte Tretto ha concluso i lavori riportando la sua esperienza in qualità di primo Ambasciatore italiano in terra kazaka e narrando i fatti che precedettero l’apertura della prima ambasciata italiana presso Almaty, a riprova del desiderio del Kazakhstan di stringere ottime relazioni diplomatiche con Roma sin dai primi anni della sua indipendenza. Malfatti ha poi aggiunto che la forte attrazione generata dall’Italia, per motivi innanzitutto culturali, è uno degli elementi che ha consentito di raggiungere fin da subito degli ottimi risultati nell’ambito della cooperazione economica nel corso del suo mandato, riferendosi agli accordi firmati allora dall’ENI nel settore dello sfruttamento di idrocarburi nel Mar Caspio.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *