Potere economico e giustizia internazionale: il caso Khrapunov

Erlan Zerastaev*

Negli Stati Uniti sono attualmente in corso indagini e procedimenti giudiziari nei confronti di Viktor Khrapunov, ex Ministro per le Emergenze del Kazakhstan, nonché ex sindaco della città più grande del Paese, Almaty. Anche nel suo Paese d’origine, sono aperti numerosi casi di imputazione nei suoi confronti relativi ad accuse di riciclaggio di denaro, frode, associazione a delinquere, abuso di potere e corruzione. Il suo nome risulta inoltre implicato nelle vicende giudiziarie di un altro noto oligarca ricercato, l’ex banchiere Mukhtar Ablyazov. Viktor Khrapunov, come di recente hanno potuto appurare alcune inchieste giornalistiche americane, è stato coinvolto in scandali di corruzione non solo all’interno del Kazakhstan, ma anche degli stessi Stati Uniti. Ad esempio, il sito di informazione di McClatchy DC Bureau ha pubblicato diversi materiali che collegano Khrapunov e Abljazov al riciclaggio di denaro negli USA. Secondo quanto riportato dall’indagine giornalistica, alcuni uomini d’affari americani hanno supportato i due oligarchi kazaki, i quali in cambio offrivano servizi ai loro partner in giro per il mondo.

Il duo Abljazov-Khrapunov è noto alle cronache da molto tempo. Il figlio di Viktor Khrapunov, Ilyas, è ricercato dall’Interpol e avrebbe aiutato Abljazov nei trasferimenti illegali di denaro dal Kazakhstan. Il sodalizio fra i due è dovuto a ragioni personali: Khrapunov è sposato infatti con la figlia di Ablyazov e i due, secondo l’inchiesta, avrebbero messo in piedi un sistema collaudato di frodi che ammontano a decine di miliardi di dollari US. Sono anni che negli Stati Uniti si svolgono i processi nei confronti di Khrapunov per riciclaggio di denaro; la Repubblica del Kazakhstan ha a sua volta inoltrato alcune istanze alle autorità statunitensi (dove si trovano molti immobili acquisiti dall’oligarca con denaro sottratto alla repubblica centroasiatica) con specifica documentazione. Nella primavera di quest’anno, la Nona Corte Distrettuale degli Stati Uniti, in California, ha accettato di prendere in considerazioni i ricorsi del comune di Almaty e del Ministero della Giustizia del Kazakhstan.

Secondo tali ricorsi, gli imputati sono accusati di violazione della legge alla lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione, violazione dell’obbligo di agire negli interessi dei cittadini di Almaty, appropriazione indebita. Nel tribunale distrettuale saranno ad esempio presentate le prove dell’acquisizione, da parte della famiglia Khrapunov e delle società a lui facenti capo, di immobili e auto di lusso nello Stato della California attraverso i proventi illeciti sottratti allo Stato kazako. L’indagine di McClatchy DC Bureau sembra così confermare le accuse che da tempo gli organi della Repubblica del Kazakhstan muovono nei confronti di Khrapunov. Un uomo d’affari americano già socio in passato di Donald Trump, Felix Satter, ha ammesso ai giornalisti di avere aiutato Khrapunov ad investire milioni di dollari negli immobili americani attraverso varie società. Tra i suoi acquisti risultano ad esempio gli appartamenti nella “Trump Soho”, ma anche gli investimenti realizzati con i fondi contestati ad Ablyazov attraverso off-shore fittizie, spesso attraverso istituti finanziari con sede nei Paesi baltici.

Nell’aprile 2013, attraverso alcune società controllate da Ablyazov e Khrapunov, da quest’ultimo sono stati acquistati appartamenti per una somma di 3,1 milioni di dollari statunitensi da società di holding. Nello stesso anno, sempre Satter e la famiglia Khrapunov sono però entrati in una controversia a causa della divisione dei profitti derivanti da un’operazione immobiliare in Ohio del valore di 43 milioni di dollari. Un altro aspetto interessante è proprio l’attività economica di Khrapunov negli USA: la sua famiglia ha infatti investito milioni di dollari in una società che doveva occuparsi di installare macchine biometriche negli aeroporti di tutto il Paese. Scopo di questa azione di beneficenza sarebbe stato quello di ottenere un permesso di soggiorno negli USA per almeno un membro della sua famiglia.

Mentre negli Stati Uniti si svolge il processo a suo carico, Khrapunov si è intanto rifugiato in Svizzera insieme alla sua famiglia. La neutralità di questo Paese gli garantisce per ora di poter affrontare il processo in contumacia. Sua moglie Leila comunica spesso sui social network della vita modesta del marito, che va in giro in bicicletta, scrive le proprie memorie e conduce la vita semplice di un pensionato qualsiasi. L’ex sindaco di Almaty ci tiene in questo modo a farsi passare per una persona dal tenore di vita modesto, che ormai si appoggia alle risorse finanziarie della moglie (in qualità di funzionario pubblico, egli effettuava tutte le operazioni finanziarie attraverso le strutture aziendali della moglie e del figlio), benché risulti essere tra gli abitanti più ricchi della Svizzera.

Nel frattempo l’Ucraina ha chiesto però alla Svizzera l’estradizione di suo figlio Ilyas, accusandolo di aver organizzato un attacco hacker contro uno studio legale che rappresenta la BTA Bank in Ucraina. “BTA Bank Kazakhstan”, così come istituti finanziari con nomi simili, sono quelli in passato gestiti da Mukhtar Ablyazov e che ora muovono causa contro di lui. Il dissesto finanziario delle operazioni fraudolente ai danni della banca è stimato in oltre 7,5 miliardi di dollari. In precedenza, la stessa Corte Suprema d’Inghilterra aveva imposto un divieto di utilizzo dei beni di Khrapunov nel Regno Unito, accogliendo una istanza della BTA Bank contro Khrapunov e Ablyazov, e riconoscendo così il primo in combutta con  il secondo.

Anche in Svizzera iniziano tuttavia a indagare con attenzione la storia della famiglia Khrapunov, in quanto a Ginevra risulta che essi i due coniugi siano accreditati come rappresentanti della Repubblica Centrafricana presso l’ONU. Secondo la summenzionata inchiesta giornalistica, tuttavia, «Viktor e Leila Khrapunov sono stati nominati in questa posizione dall’ex Presidente golpista François Bozizé, prima che questi venisse destituito». Tuttavia essi conservano i passaporti della Repubblica Centrafricana, mentre il figlio Ilyas Khrapunov e la di lui consorte hanno ottenuto la cittadinanza di Saint Vincent e Grenadine, dopo aver acquisito un lotto di terra sul territorio di questa isola caraibica. Tutte queste peripezie indicano che la famiglia Khrapunov è in una posizione assai poco invidiabile,  essendo accusata di aver illegalmente sottratto miliardi di dollari dal proprio Paese d’origine. I legami di Khrapunov con Abljazov, le numerose cause giudiziarie aperte fra Kazakhstan, Ucraina, Stati Uniti e ormai anche altri paesi europei, rischiano di terminare non solo con il blocco dei conti bancari degli inquisiti, ma anche con  l’estradizione nel Paese d’origine. Sinora Viktor Khrapunov e suo figlio Ilyas sono riusciti a sottrarsi alle numerose cause giudiziarie aperte nei loro confronti, ma l’incalzare delle inchieste giornalistiche, l’impegno degli ex partner statunitensi nel pretendere giustizia nelle rispettive controversie, sembrano lasciar presagire un futuro poco roseo per un oligarca che con le sue manovre è stato in grado di condizionare numerosi processi e dinamiche.

Proprio in una fase storica in cui sempre spesso si sente parlare di «poteri forti» e di condizionamenti impropri dell’economia sulla politica, il caso Khrapunov sembra dimostrare concretamente l’importanza del lavoro d’inchiesta giornalistico e della collaborazione internazionale fra Stati per consentire l’applicazione della giustizia e vigilare sulla trasparenza e la liceità delle operazioni finanziarie.

*Erlan Zerastaev è analista politico e giornalista d’inchiesta ad Almaty e Astana, Kazakhstan

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